Il radon è un gas radioattivo inodore, incolore e insapore, che si forma naturalmente dal decadimento del radio 226 (derivante dall’uranio 238) e a numerosi sottoprodotti derivanti dal decadimento, come il polonio 218 e polonio 214, presente nel terreno, nelle rocce e nel suolo. Sebbene sia presente in quantità minime nell’aria esterna, può accumularsi in concentrazioni pericolose all’interno degli edifici, specialmente quelli confinati e più vicini al suolo (es. cantine) in cui persistono problemi di scarsa ventilazione e differenza di pressione tra ambiente e suolo.
Perché è importante rilevare il radon negli ambienti confinati?
- Salute pubblica: l’esposizione e l’inalazione prolungata dei prodotti del radon che si depositano sulle pareti dell’apparato respiratorio, è la seconda causa principale di cancro ai polmoni dopo il fumo di tabacco. Il rilevamento del radon negli edifici è un argomento essenziale per proteggere la salute dei cittadini e dei lavoratori che trascorrono molto tempo in questi ambienti.
- Obblighi normativi: In molti paesi, esistono normative specifiche che richiedono il monitoraggio e la mitigazione del radon negli edifici. L’Italia ha cominciato da diversi anni ad affrontare il problema radon, e la recente introduzione di una normativa sul radon nei luoghi di lavoro ha accentuato la necessità di un “Piano Nazionale Radon” italiano (PNR), previsto esplicitamente dall’“Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome sul documento: «Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati»”, del 27 settembre 2001, pubblicato sul Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale, n.276 del 27 novembre 2001 – Serie generale. Il PNR ha come obiettivo generale la riduzione dei rischi sanitari connessi all’esposizione alle radiazioni emesse dal radon e dai suoi prodotti di decadimento.
Come viene rilevato il radon negli edifici pubblici?
Il rilevamento del radon negli edifici avviene attraverso l’installazione di dispositivi di monitoraggio del radon attivi (misurazione istantanea) e passivi (misurazione a lungo termine). Gli strumenti passivi misurano perpetuamente la concentrazione di radon e forniscono dati accurati sul livello di esposizione. In base ai risultati ottenuti e superate determinate soglie (300 Bq/mc), possono essere implementate misure di mitigazione del radon.
Cosa possono fare le istituzioni e gli individui?
- Sensibilizzazione: le istituzioni pubbliche devono sensibilizzare la popolazione sull’importanza del rilevamento del radon e promuovere la collaborazione con le autorità competenti per garantire il rispetto delle normative vigenti.
- Monitoraggio regolare: gli edifici, soprattutto quelli in cui è prevista una lunga permanenza giornaliera (es. uffici, scuole, etc.) devono essere sottoposti a monitoraggio regolare del radon per garantire la sicurezza degli occupanti.
- Miglioramento delle infrastrutture: è essenziale investire nella manutenzione e nell’aggiornamento delle infrastrutture degli edifici pubblici per garantire una buona ventilazione e ridurre il rischio di accumulo dei prodotti di decadimento del radon.
Attraverso la misurazione dei prodotti del decadimento del radon nei dimostratori individuati, il progetto IBIS ECO si propone di fornire un valido contributo alla ricerca attraverso una raccolta dati sulla concentrazione di radon, consentendo una valutazione accurata dei rischi associati alla prolungata esposizione. Questi dati possono essere utilizzati per identificare le aree con livelli più elevati di radon e adottare misure di mitigazione per ridurre il rischio per gli occupanti degli edifici. In conclusione, il rilevamento del radon negli ambienti confinati è un’azione fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e dei dipendenti, rispettare le normative vigenti e promuovere un ambiente interno sicuro e salubre.

